Aversa. Don Massimo Spina presenta il Corso per famiglie in partenza il 19 gennaio

Il nuovo direttore della Pastorale Familiare della diocesi di Aversa: “Sosteniamo genitori e figli nella relazione e nella riscoperta della dimensione cristiana”.

Con il nuovo anno riparte anche l’attività dell’ufficio per la pastorale della famiglia della diocesi di Aversa che, dal primo gennaio, annovera un nuovo responsabile: don Massimo Spina, parroco presso la Chiesa Santa Maria La Nova in Aversa, succede infatti a don Salvatore Coviello.

“Nell’ultimo periodo avevo già assiduamente collaborato con don Salvatore, sviluppando con lui una riflessione sull’impegno del nostro ufficio per la dimensione della famiglia”, ci racconta don Massimo. “Come ci ricorda il documento di Papa Francesco, Amoris Laetitia, le sfide sono tante, questo ci vede sempre più motivati nel cercare il coinvolgimento nella vita della Chiesa delle varie realtà familiari, con particolare attenzione a quelle segnate da difficoltà e ferite”.

L’obiettivo della pastorale familiare in questo periodo sarà rivolto “all’individuazione degli strumenti appropriati da fornire alle famiglie, basando questa esperienza formativa e di vita sul concetto di Chiesa che accoglie, non esclude”. A questo proposito, giovedì 19 gennaio 2017 partirà il “Corso di educazione affettiva e sessuale per genitori con figli preadolescenti e adolescenti”, un percorso di otto incontri che si terranno nel Salone della Curia Vescovile (Strada Santa Maria a Piazza, 39) e vedrà la presenza di esperti del settore. “Siamo consapevoli di quanto sia importante sostenere i genitori nel rapporto e nel dialogo con i propri figli, così come è indispensabile accompagnare i ragazzi, sin dall’età adolescenziale, in una maturazione progressiva che rimane fortemente connessa ad un sano e sereno rapporto con la propria dimensione affettiva e sessuale”.

Genitori e figli, dunque, sono e saranno al centro dell’azione della pastorale familiare affinché, conclude don Massimo Spina, “nella relazione con l’altro si possa sperimentare anche l’incontro con il Signore, coltivando la propria dimensione cristiana e spirituale.”

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