Si è tenuto ieri il convegno dal titolo: “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”

Ha avuto inizio alle 18 .15 di ieri 9 giugno 2017, il convegno organizzato dalla Diocesi, presso la Curia, sul tema: “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Una conversazione tra diverse figure appartenenti al mondo della comunicazione, tra cui il giornalista Alfonso Pirozzi dell’agenzia ANSA e don Francesco Riccio, responsabile dell’ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi.

Una riflessione sull’argomento è stata espressa anche da S.E. Mons. Angelo Spinillo, il quale ha fatto riferimento al carattere di “incoraggiamento e di speranza che la notizia dovrebbe avere anche relativamente a temi difficili”.

Un contrattempo improvviso ha, invece, impedito a Padre Farid Saab, specializzato in Comunicazioni sociali e speaker di radio Maria, di partecipare all’incontro. Il convegno ha preso spunto dal discorso fatto da Papa Francesco in occasione della 51esima Giornata delle comunicazioni sociali secondo il quale “…attraverso tanti canali viventi… le persone si lasciano condurre dalla buona notizia come fari nel buio nel dramma della storia ed aprono sentieri di fiducia e di speranza”.

Al centro del tema trattato oggi, quindi, l’esaltazione della buona notizia, contrapposta alla sempre più frequente spettacolarizzazione del dolore che oggi viene quasi vista come la normalità nel mondo della comunicazione. Da qui è stata espressa l’esigenza di un confronto con i giornalisti.

Alfonso Pirozzi, già all’inizio del suo intervento ha distinto tra: ” comunicazione e informazione” e ha sottolineato come “a volte la celerità della notizia può essere causa di cattiva informazione”. Ha precisato che anche “una notizia di cronaca nera ad esempio può essere considerata una buona notizia, se suscita indignazione o una certa attenzione verso un problema o educa alla conoscenza di un fenomeno sociale; altresì può considerasi buona notizia quella che tiene conto del rispetto di alcune norme e della dignità umana”.

Ha, inoltre, citato vari casi di notizie che non hanno tenuto conto di diritti di minori e di norme sulla privacy. Concludendo don Francesco Riccio ha riflettuto sul fatto che sono sempre più seguite le trasmissioni che sconfinano nella descrizione di scene forti e che speculano fortemente sul dolore altrui.

Diversi gli interventi anche dei giornalisti presenti tra il pubblico relativamente non solo al ruolo dei social nella diffusione della notizia, ma anche alla formazione di chi svolge questa professione.

Anzia Cardillo.

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